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Considerazioni sul Copyright:

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Tutto ciò che scriviamo non ci appartiene, perché appartiene già all'Universo e non c'è NESSUNO che se ne può attribuire la paternità.

Il nostro materiale siete liberi di riprodurlo, diffonderlo, interpretarlo, fraintenderlo, distorcerlo, alterarlo, potete copiarlo citando la fonte oppure pretendere di esserne voi gli autori, senza bisogno di chiedere il consenso.


martedì 7 aprile 2026

I Registri Akashici: il futuro e la missione dell'Anima

 


I Registri Akashici non esistono per predire il futuro ma per ricordarti chi sei, per ricordarti che tu sei ancora l’autore, lo sei sempre stato ed il prossimo capitolo aspetta di essere scritto da un luogo di pieno ricordo, sovranità e verità.

Ogni volta che recuperi un frammento di te che credevi perduto riduci la distanza tra chi sei stato e chi sei veramente.

Nella vita quotidiana potrebbe essere che siamo attirati da una persona o una situazione ma quella persona o situazione ci spingerebbero lontano dal percorso che come Anima vogliamo fare o ritarderebbero certe esperienze che come Anima abbiamo "programmato" prima di incarnarci, in questo caso il Registro ci direbbe che non è in allineamento con noi... detta così sembra che non abbiamo libertà, in realtà più ci si lascia guidare dall'Intuito e si fluisce con la vita più ci accorgiamo "col senno di poi" che magari una certa situazione non l'avremmo scelta ma poi invece ci ha portato ad essere proprio lì dove stiamo molto meglio di prima e ci piace starci ....

È come se ci trovassimo dentro un film e quando ci identifichiamo troppo col personaggio perdiamo di vista di essere in realtà noi il regista del film e "combattiamo" per ottenere ciò che vogliamo perché sentiamo la limitatezza dell'essere l'attore... se invece siamo più in connessione profonda con il nostro Io Interiore ci rendiamo conto di scrivere la nostra sceneggiatura riconoscendo dentro di noi il potere di ciò che siamo....

Il libero arbitrio esiste da un livello di Consapevolezza superiore: quando siamo identificati nel film della vita ci sembra che tutto vada secondo “ordini” esterni e non possiamo far altro che subire ciò che capita senza possibilità di scelta, ma se ci osserviamo ed osserviamo meglio il mondo in realtà siamo sempre noi a “scrivere le battute”…

Il presente è stato scritto nel passato ma il futuro è tutto ancora da scrivere e possiamo farlo noi rendendoci conto di chi siamo prima di tutto, rendendoci liberi da credenze limitanti e profezie e facendo scelte consone a noi, non guidati da qualcosa di esterno, ma scegliendo ciò che sentiamo in coerenza di Cuore.

Quindi a cosa serve la Lettura dei RA se tanto comunque non posso conoscere il futuro e se vivo in allineamento con la mia Anima faccio sempre le scelte migliori?

La Lettura serve proprio per allinearsi ancor di più alla parte più profonda di sé scoprendo e lasciando andare definitivamente quali dinamiche inconsce mi guidano, quali schemi ripetitivi, credenze limitanti e ricordi dolorosi mi spingono a fare o non fare scelte che sono più consone a me, ma per paura e attaccamento al passato faccio o non faccio…

Finché non ci accorgiamo dei limiti che noi stessi ci poniamo, di quelle parti di noi ferite che ci guidano verso comportamenti tossici per noi avremo una dispersione della nostra Energia Vitale e non potremo brillare della Luce che siamo.

La Lettura dei Registri ci riunisce alla parte più profonda di noi, ci fa accorgere che siamo un tutt’uno e ci aiuta a ritornare integri recuperando quei pezzettini d’Anima lasciati in balìa di sofferenze e distacchi non superati.

Quando dico che non si chiede ai Registri il futuro (perché in realtà abbiamo miliardi di futuri possibili tra cui scegliere e non è giusto farci limitare nella scelta) sottintendo che non si chiede nemmeno qual è la “missione della nostra Anima”… non è anche questo un farsi dire cosa devo fare in futuro?

Qualcuno potrebbe obiettare: “Che vuoi dire allora, che siamo qui a caso, senza uno scopo?”
No, non siamo qui a caso ma lo scopo non ce lo deve dire qualcun altro, siamo noi a sceglierlo quotidianamente e non è nemmeno solo uno, in realtà possiamo e dovremmo voler realizzare tanto, tutto ciò che vogliamo, quindi perché perseguire solo un’unica “missione”?


Se hai letto fin qui e ti affascina la possibilità di poter finalmente liberarti delle zavorre che ti impediscono di Autorealizzarti e vivere al meglio contattami per una Lettura dei Registri Akashici (sono disponibile anche online) al 3356475342.

Con amore
Marinella

Armonia Maschile e Femminile

 


Ognuno di noi ha dentro di sè una parte femminile ed una maschile a prescindere dal se siamo donna o uomo e quindi creare separazione fuori significa rifiutare una parte di sé.

Quando viviamo in armonia con il maschile ed il femminile dentro di noi, viviamo nella completezza e portiamo anche all’esterno questo nostro equilibrio, manifestando i nostri talenti dalla Creatività (caratteristica Femminile) alla Realizzazione (caratteristica Maschile).

Quello che si osserva da un po’ di anni attraverso film, propaganda sui social, etc. non è una lotta di genere, è una lotta di archetipi…

Tutto è mirato a sminuire e distruggere il genere maschile, dall’acuire l’attenzione su comportamenti sbagliati di alcuni al far indossare ai calciatori il reggiseno, si desidera eliminare completamente il principio maschile.

Il principio maschile però non è solo prevaricazione e violenza, quelle sono devianze sicuramente da correggere. Il principio maschile è coraggio, audacia, iniziativa e si trova all’interno di entrambi i sessi.

Ed è qui il problema perché una donna senza vitalità, coraggio, iniziativa cosa può fare? Nulla, è asservita e inerme, non libera. Le caratteristiche maschili sono necessarie per poter autorealizzarci nel mondo, nell’avere la spinta e l’energia per fare ed essere, ma se va punita ed eliminata cosa mi rimane? La stasi, aspetterò sempre qualcuno o qualcosa da fuori che mi dirà cosa fare perché l’iniziativa ed il coraggio non sono parte di me.

Molto utile in effetti per chi ha bisogno di un gregge da controllare e comandare piuttosto che permettere l’Evoluzione e la Crescita.

Un uomo che si vede additato e rimproverato per il suo essere semplicemente un uomo (anche se non ha comportamenti aggressivi, ma semplicemente perché appartiene al genere maschile) può essere felice? No …

Una donna prevaricatrice e controllante non è un femminile sano né un maschile sano, è una donna in disequilibrio che pensa imitando un maschile sbagliato e nocivo di “riuscire nella vita”, ma questo è un modello che cercano di imporre attraverso la tv ed i social e purtroppo vedo realizzato sempre più….

Attenzione siamo passati dalla prevaricazione maschile alla prevaricazione femminile, una donna centrata non è despote, non comanda annullando l’uomo, non compete con l’uomo sul lavoro, in famiglia, ma si integrano le due forze dentro e fuori e si possono creare meraviglie….

Il principio maschile è forza, intraprendenza, inizio, coraggio… ognuno di noi dentro ha il principio maschile e femminile. La “lotta” di questi tempi contro il genere maschile non ha nulla a che fare con la benevolenza, ma è un attacco diretto e distruttivo verso il principio maschile presente in ognuno di noi…. Chi esclude gli uomini e li allontana anche in campo olistico sta partecipando, inconsapevolmente o meno, al tentativo di distruggere l’umanità, di creare separazione interna perché se i principi maschile e femminile dentro di me sono in armonia e coerenza non c’è limite a ciò che posso essere e posso fare… e diciamolo è questo che spaventa i “vertici” religiosi, politici etc… perché una persona completa è felice e se una persona è felice non obbedisce a qualsiasi costrizione la si cerchi di imporre, una persona felice non imita le mode per sentirsi parte di un gruppo, non protesta esternamente ma sceglie dentro di sé ciò che è meglio per lei/lui.

La soluzione non è un patriarcato al femminile ma nemmeno il matriarcato dove il potere è femminile, sebbene in teoria le qualità femminili (collaborazione, accoglienza, etc) siano positive il matriarcato potrebbe comunque essere in disequilibrio perché il “potere” non dovrebbe essere polarizzato in mano ad un solo genere, ma i due generi collaborando alla pari ed in armonia usufruiscono dello stesso potere.

Il maschile è: sentirsi un tutt’uno con il Divino, l’autoaffermazione, il desiderio, l’energia, il coraggio, la forza, l’azione, il potere, la capacità di decisione. Con questa parte di te hai energia per costruire e realizzare, agisci, hai il coraggio necessario per rimuovere gli ostacoli sul tuo cammino e per trovare nuove forme di auto espressione. Ti proteggi e ti rassicuri. Hai un comportamento deciso, l’indipendenza, la passione e l’iniziativa nelle tue azioni.

Il Maschile in te ti dona generosità, potere personale, autostima.

La tua parte maschile è l’archetipo della figura del padre

E’ la tua concretezza, il tuo senso di protezione, la capacità di realizzare te stessa/o.

Il femminile è: sentirsi radicata a Madre Terra, proprio come un albero forte e verdeggiante, l’accoglienza, l’empatia, la ricettività, il nutrimento, l’intuizione, la protezione, l’istinto, le buone memorie, i cicli, le abilità psichiche, le emozioni interiori, la sicurezza, la divinazione. Questa parte di te ti aiuta a creare un’apertura per andare avanti e raccogliere i frutti, per accogliere la ciclicità tua e della Natura, la comunicazione, la pazienza, la fiducia in te, la resistenza ed il benessere.

Con la tua parte femminile trasformi le paure e gli attaccamenti, alimenti l’amore, la passione, il desiderio, la sensibilità artistica, l’armonia, la bellezza, il magnetismo, la cooperazione, la socievolezza, l’immaginazione.
La tua parte femminile è l’archetipo della figura della madre.

È la tua creatività, la spiritualità che è in te, il tuo lato più morbido e accogliente.

E’ nell’unione e nell’Armonia del maschile e del femminile che ci riscopriamo Completi e possiamo realizzare ciò che Vogliamo e Desideriamo e portiamo a noi stessi ed al Mondo intero Abbondanza.

Con Amore
Marinella

Differenza tra la 3ᵃ e la 5ᵃ dimensione

 



I concetti di 3ᵃ e 5ᵃ dimensione possono essere un po’ ostici da comprendere, ma più che essere compresi secondo me si tratta di percepirli ed incarnarli.

Le dimensioni non sono qualcosa di fisico, ma sono una Vibrazione, un modo d’Essere, di pensare e di sentire. Si può sempre e solo salire di dimensione e quando si arriva ad uno stato di consapevolezza più ampio ed elevato non si torna più indietro al precedente.

Per spiegare la differenza tra le due dimensioni voglio portarti un esempio che forse può risultare più chiaro.

In 3ᵃ dimensione ti identifichi nel film della tua vita nel personaggio e subisci il copione, non esiste nessun libero arbitrio, la tua vita si svolge “così come è scritto” e tu percorri il tuo sentiero senza porti domande.

In 5ᵃ dimensione ci sei arrivata perché hai iniziato a porti delle domande, a cercare di capire perché ti succedono cose nella vita, hai messo in dubbio tutto: te stessa e l’intera vita.

Ti sei Risvegliata dal torpore della recita ed hai capito di essere un’attrice che sta recitando una parte del film della vita, hai capito che il copione non è fisso ed indiscutibile, ma iniziando ad usare il tuo libero arbitrio hai iniziato a cambiare il copione. Naturalmente tu sei l’attrice, non sei anche la regista, il regista è l’Universo, la Fonte, Dio…

Più ti liberi delle catene del personaggio all’interno del film, più puoi cocreare con l’Universo alla creazione di un copione che ti rispecchi di più, che ti soddisfi di più…

Ti rendi conto di essere tu responsabile della tua vita, delle tue azioni e riporti dentro di te questo potere, così da poter appunto modificare ciò che non ti piace del film, accettare ciò che non puoi cambiare ed evitare che la tua Libertà sia in mano a qualcun altro…

Richiedere all’esterno aiuto va bene, ma la decisione per ogni nostra azione nella nostra vita resta comunque e sempre solo nostra, se deleghiamo a chiunque altro di esterno (che siano istituzioni religiose, sanitarie, politiche etc) rinunciamo alla nostra libertà ed è assurdo ipotizzare di poterlo fare perché vorrebbe dire non riconoscere la nostra Grandezza ed infinito Valore che siamo… significherebbe ancora una volta dimenticare di essere un’Anima in un percorso spirituale terreno e momentaneo e regredire a personaggio del film.

Prendiamo ad esempio il navigatore dell’auto: tu lo imposti perché lui ti porti dal punto A al punto B e lui senza avere naturalmente la nostra intelligenza, ma essendo solo un calcolatore con tanti dati calcola il percorso da farti fare senza alcuna intelligenza, scegliendo per te scorciatoie su strade sterrate perché calcola che passando di là per arrivare dal punto A al punto B “risparmi tempo”…

Ora se vibri in 3ᵃ dimensione seguirai il navigatore e ti perderai in strade sterrate, maledicendo chi non ha avuto cura di quelle strade, e quando vedrai un cartello stradale che ti indica che per andare al punto B devi proseguire dritto girerai a destra o a sinistra proprio come ti intima il navigatore perché non ti fiderai minimamente del tuo intuito.

 

Quando vibri in 5ᵃ dimensione semplicemente non seguirai il navigatore se non è concorde con il tuo intuito, ascolterai la tua Intelligenza Umana e Divina e proseguirai per la tua strada arrivando al punto B dove volevi arrivare senza intoppi e senza costeggiare dirupi o fiumi su una strada accidentata.

Naturalmente questo è un esempio “banale” ma ciò che volevo far passare è proprio come cambi tu quando accedi ad un livello vibrazionale di 5ᵃ dimensione, inizialmente provi un senso di spaesamento, cerchi chi questo “cambio” già l’ha fatto, studi, ti informi e metti in discussione tutto…

Non esiste più per te “ho sempre fatto così e continuo a fare così”, inizi a domandarti piuttosto in tutti gli ambiti della tua vita cosa c’è di tuo veramente e cosa fa parte di Credenze e Schemi comportamentali che non ti fanno bene.

Naturalmente non si tratta di buttare all’aria tutta la vita, non si tratta di far la valigia ed andare dall’altra parte del mondo e rinchiudersi in un monastero per cercare l’Illuminazione.

Piuttosto si tratta di iniziare a guardarsi e guardare il mondo intorno con occhi nuovi, non dando per scontato che tutti vogliano il nostro bene a tutti costi, ma nemmeno diventando paranoici e non fidandosi più di nessuno.

Iniziamo piuttosto ad aprirci alla possibilità che se ho sempre mangiato animali non è certo detto che dovrò continuare a farlo, anzi se non mi rendo più complice di questi abusi la mia vita migliora sotto tutti i punti di vista.

Se ho sempre osservato determinate abitudini di vita quotidiana, posso vedere ciò che faccio perché mi piace e continuare ad averle ed abbandonare ciò che non funziona e che anzi mi impongo di avere perché “è giusto così” e “così si aspettano che faccia”…
Se c’è qualcosa che non posso cambiare al momento trasformo il “devo” in “scelgo”, al momento non posso fare a meno di fare questa certa cosa ma non me la sento di fare altrimenti o sento che è giusto così ed allora quando mi ci trovo non dico più “oggi devo….” , ma “oggi scelgo di…”

Può sembrare banale ma cambia qualcosa in noi e ci diamo il permesso finalmente di Essere chi siamo davvero.

La vita non è una sola, questo è solo uno dei tanti copioni che abbiamo recitato e reciteremo, ma di sicuro in questa vita abbiamo scelto la nostra identità temporanea con specifici sentimenti e pensieri e quindi vale la pena di viverla a pieno, liberandoci di tutte le zavorre che ci legano.

Ci sembra che per piacere ed essere amati dagli altri dobbiamo costringerci ad essere e comportarci in un certo modo, in realtà l’unica persona che è veramente importante per te e che può darti l’Amore che tu cerchi all’esterno sei Tu.

Quindi non preoccuparti di diventare la fotocopia di un modello perfetto creato dalla società: sii te stessa e vedrai che l’Amore per te stessa sgorgherà da dentro di te ed anche gli altri apprezzeranno chi sei, perché riconosceranno la tua Autenticità.

Con Amore

Marinella


giovedì 19 marzo 2026

NON VEDO L'ORA ...

Non vedo l’ora …
Quante volte ti capita di pensarlo?

Se ora pensi: “cosa non vedo l’ora di fare?” cosa ti viene in mente?Quando in avanti nel tempo è questa cosa di cui non vedi l’ora?

Ogni giorno dovremmo avere un obiettivo che ci rende entusiasti e Felici, ogni giorno dovremmo “Non vedere l’ora” di fare qualcosa …

Se così non è, forse dovremmo ripensare alla nostra vita quotidiana, non solo alle festività ed alle ferie … ogni singolo giorno dovrebbe darci un po’ di Entusiasmo … alcuni un po’ di più, altri un po’ di meno ma qualcosa che ci rende Felici ci dovrebbe essere ogni giorno …

Costa ti rende Felice?
Le cose che fai ti piacciono e ti rendono Felice a prescindere dagli altri oppure sei un po’ condizionato dal piacere e compiacere gli altri?

La cosa che ti rende Felice la faresti con piacere anche da solo o da solo non saresti poi così contento di farla?

Ad esempio: Ti piace andare allo Stadio? Ci andresti da solo?
Ti piace fare un aperitivo o andare a mangiare una pizza? … ma ti piacerebbe anche farlo da solo?

Fare le cose che ci rendono Felici a prescindere dagli altri è importante … va bene farle anche in compagnia e sicuramente condividere dei momenti Felici con gli altri è meraviglioso …. Ma se certe cose le facciamo solo per fare qualcosa con gli altri forse dovremmo ripensare a cosa ci rende davvero Felici …

Stare con gli altri è bello ed è giusto, ma anche stare in Armonia con noi stessi è importante e fondamentale per una Vita Sana.

Se riesci ad essere Felice da solo allora lo sarai ancor di più insieme agli altri !

Felice Vita
Salvatore 

martedì 11 novembre 2025

Il vero scopo del conoscere alcune vite passate

 


Scoprire qualcosa di una vita precedente non significa iniziare a soffrire nella vita attuale “anche” per quel fatto o dinamica accaduti in quell’altra vita, bensì significa acquisire consapevolezza di quella ferita, di quell’irrisolto e scioglierla anche nella vita attuale.

Se si è attivato il ricordo inconscio di quella vita è perché nella vita attuale c’è qualcosa di simile, non si era sciolta quella problematica e la riviviamo in modalità diversa e con persone diverse per poterla finalmente integrare.

Lo scopo di una ricerca di blocchi provenienti da vite precedenti risulta dunque non frutto di un’effimera curiosità o una forma di masochismo, ma un desiderio profondo di lasciar andare definitivamente dinamiche, credenze, legami e tutto ciò che ci impedisce di brillare e di manifestare la nostra Luce.

Siamo Luce, siamo un’Anima eterna ed immortale che fa esperienze diverse per sperimentare sé stessa e sperimentare emozioni, percezioni, per “studiare” sé stessa e la natura…

E’ inevitabile avere irrisolti nella vita attuale ed irrisolti provenienti da altre vite, non possiamo né dobbiamo diventarne ossessionati nel ricercarli e risolverli tutti, ma è importante impegnarsi a scoprire quelli che ci bloccano maggiormente, integrarli e guarirli dentro di noi con la Consapevolezza attuale (in altre vite non avevamo la stessa Consapevolezza di ora, siamo cresciuti spiritualmente) e vivere finalmente Felici e poter Creare ogni giorno consci del nostro Valore.

 

Appendice per gli scettici razionalisti:

 E per gli scettici ultra razionalisti e materialisti che non “credono” alle vite passate?

Non ho prove materiali per dimostrare la veridicità della reincarnazione, sebbene senta questa Consapevolezza come vera dentro di me, con la parte razionale e limitata non posso provarne l’esistenza, è come se una goccia d’acqua volesse capire rimanendo all’interno di sé stessa la vastità dell’oceano, può farlo solo se si percepisce parte di qualcosa che va oltre la sua limitatezza temporanea. “In giro” ci sono comunque tante testimonianze, basta solo approfondire l’argomento…

A chi mi rivolgesse però una domanda diretta alla ricerca di una risposta “razionale” mi sono data una spiegazione che mi sembra plausibile e comprensibile per chi non vuole mollare l’emisfero sinistro del cervello a favore dell’uso di entrambi in Connessione: ci sono situazioni o cose accadute nel mio passato che possono essere state talmente dolorose da non riuscire ad essere integrate e limitano lo svolgimento della vita stessa e quindi creo una “vita alternativa” per poter rielaborare quel dolore e per poterlo affrontare con un distacco tale da poter essere “sopportabile” e superabile perché si ha la percezione che appartenga ad un luogo lontano nel tempo e nello spazio, un altro/a me in un'altra vita ha "subito" quell'evento quindi posso scioglierlo meno dolorosamente.


Il mio invito però è quello di sforzarsi di superare i limiti autoimposti nell’utilizzare l’emisfero sinistro e smettere di cercare di capire tutto solo con la “mente matematica”, siamo molto più di questo e comprenderlo ci ridà il Potere dell’Essere Speciali che siamo.

Marinella


giovedì 6 novembre 2025

“Sei fuori di testa” è un offesa o può essere considerato un complimento?

Essere “Fuori di Testa” può essere un complimento!

In una società materialista e meccanicistica la mente e la razionalità sono considerate la cosa più importante, mentre dal punto di vista olistico e Spirituale Essere “Fuori di Testa” può significare andare al di là della razionalità, fuori dalla mente, fuori dalla “testa”.

Noi Siamo Anima ed abbiamo un corpo ed una mente, non viceversa!

L’Anima non può essere contenuta e neppure compresa dalla mente (è come voler mettere il mare in un secchio), l’Anima pervade il Tutto, quindi quando siamo in contatto con l’Anima siamo, e dobbiamo essere, “Fuori di Testa” (nel senso di OLTRE la MENTE), fuori dalla mente razionale, fuori dalla dualità della mente.

Il nostro obiettivo deve essere sempre di più uscire dal pensiero collettivo, smettere di pensare (o farsi indurre a pensare) dall’Egregora della “mente massificata”, qualcuno potrà pensare che siamo “Fuori di Testa” perché non ci allineamo e conformiamo al pensiero della massa.

Noi però sapremo di ESSERE ANIMA e le critiche altrui ce ne daranno la conferma.

Felice Vita
Salvatore 

venerdì 3 ottobre 2025

Ritrovarsi per essere liberi

 


Chi staziona nella matrix "società" è tutto concentrato nella razionalità, cervello sinistro, ragiona, studia (studia a scuola chi ha scoperto meraviglie proprio uscendo dalla matrix), divide e giudica. Si perde la bellezza del cervello destro e della connessione tra entrambi, esclude i doni innati, non vede la propria perfezione, non coltiva i suoi talenti e non vede l'unione col Tutto...

Chi usa prevalentemente il cervello sinistro ha messo da parte sé stesso/a in nome di ideali, eggregore, dogmi indotti da qualcun altro, vive all’esterno di sé pensando di essere separato/a dal fuori e quindi subisce il fuori da sé.

Chi usa entrambi sincronicamente non percepisce più separazione, si è accorto della dissociazione cognitiva indotta (es: non mangia animali perché non vede differenza tra l’uccisione di una persona e quella di un animale), non segue più i mass media e non cerca la verità in essi perché la Verità l’ha trovata dentro di Sé.

Sappi che è tutto voluto: se non pensi col tuo cervello sei più controllabile, ti fidi e ti affidi senza fare domande.

Usare anche il lato destro del cervello non significa escludere il sinistro, non studiare, non essere logici etc ma significa essere nella completezza e questo passaggio lo si fa se ci si mette nella condizione di apertura "mentale", nel non giudicare chi il passaggio l'ha già fatto ma rendersi conto che il lato sinistro del cervello atrofizzato è una gabbia in cui noi stessi ci siamo messi ma ne possiamo uscire.

Quando sei disconnesso/a da te non ti conosci nel profondo e ti fai trascinare dal fuori, ti fai trascinare da ciò che ti racconta il “pifferaio magico” di turno mescolandoti nella massa, segui il pensiero unico e ubbidisci senza pensare.

Quando ti ritrovi, quando riconosci dentro di te CHI SEI veramente smetti di seguire la massa, le mode, smetti di essere posseduto/a da qualcun altro o da qualcos’altro, che sia un’ideale, una legge umana, un’emozione indotta, ti accorgi di essere l’Universo stesso e ti accorgi del “film” proiettato per trattenerti dallo splendere di Pura Luce che sei e quando lasci andare anche l’esigenza di far vedere agli altri ciò che vedi tu allora sei veramente libero/a….
Io non ci sono ancora del tutto, altrimenti nemmeno avrei sentito l’esigenza di scrivere, ma ci sono vicina….

E tu? Dove sei?

Nel cervello sinistro o in entrambi sincronicamente uniti al Cuore?

Sei nella massa o nel tuo Cuore?

Marinella







martedì 23 settembre 2025

Quando ancora oggi sento parlare di distruggere l'ego....

 


Quando ancora oggi sento parlare di distruggere l'ego un po' mi sento ribollire, perché distruggere una parte di sé?

Perché rifiutare ciò che è stato salvifico per noi nei momenti difficili e ciò che siamo diventati grazie a tutte le esperienze che abbiamo vissuto?

Sì certo non ci dobbiamo far comandare dall'ego, ma nemmeno ostracizzarlo e creare l'ennesima separazione dentro di noi, altrimenti poi non ci dobbiamo lamentare della separazione che vediamo nel mondo…

Sì perché il mondo è lo specchio di ciò che siamo dentro e se noi seguiamo fuffaguru che ci fanno disprezzare e distruggere una parte di noi come possiamo ritrovare l’Uno dentro di noi?

E’ vero che l’ego a volte ci spinge a comportamenti non proprio sani, ma secoli di induzione di senso di colpa e demonizzazione delle persone da parte di quelli che dicevano di seguire un tipo che invece diceva solo di Amare hanno fatto danni seri anche a chi magari non si professa nemmeno religioso….

“Amare il prossimo tuo come te stesso” non significa che l’altro vale più di me ed io lo devo amare a prescindere dal mio stesso benessere. “Amare il prossimo tuo come te stesso” significa ama gli altri allo stesso modo in cui ami te stesso, quindi tantissimo e la parola egoismo tanto crudelizzata in realtà è una parola bellissima, perché crea la vera Pace perché se io sono egoista e mi amo così come sono non permetto a nessuno di ferirmi e se vivo seguendo il mio Cuore difficilmente farò soffrire qualcun altro perché in realtà lo tratto come tratto me.

Purtroppo anche chi prende apparentemente le distanze dalle religioni, tende a “religionare” concetti filosofici e psicologici… mi piace inventare una parola nuova perché rende l’idea: se non prendi le distanze da qualsiasi cosa ti hanno insegnato, anche quelli che ritieni più saggi ed evoluti, o sono semplicemente famosi e blasonati storicamente, non potrai mai vedere la Verità che c’è dietro.

E qual è la Verità? Che se ti fai guidare dal pensiero altrui non sei veramente libero di sperimentare la vita stessa e credi e ripeti a pappagallo concetti (come quello di distruggere l’ego) che magari andavano bene il secolo scorso …

L’ego è il campanello d’allarme che si attiva in situazioni pericolose, è quello che ci permette di non farci calpestare da persone o situazioni poco evolute, è quell'istinto di sopravvivenza che si attiva quando lavora in comunione d’intenti con il proprio intuito e ci impedisce di fare caxxate di cui ci potremmo pentire per il resto della vita.

Perché distruggerlo? Perché se qualcuno ti fa credere che tu non vai bene così come sei e lui/lei invece sanno cosa è meglio per te allora ti iscriverai di corsa a qualsiasi cosa ti proporranno, donandogli il tuo libero arbitrio e tanti soldi, lasciando a casa ego ed intuito.

E’ vero che si incontra sempre chi è in vibrazione con noi e che ognuno deve fare determinate esperienze per poter capire come stanno veramente le cose e che se impedisci ad un bambino di scottarsi con un fiammifero rischia di non percepire il pericolo quando cerca di entrare in un falò, ma mi sono un po’ stufata di sentire in giro castronerie.

Mi sono un po’ stufata di fuffaguru che promettono mari e monti e non vengono visti per chi sono davvero, ma d’altra parte ci sono ancora tante persone che preferiscono delegare la propria libertà ad altri piuttosto che prendersi la responsabilità della propria vita, perché fa più fatica.

Ebbene prendersi la responsabilità della propria vita è faticoso, ma il premio è MERAVIGLIOSO.

Lasciamo stare l’ego, facciamo sì che incida sempre meno nelle nostre decisioni, ma smettiamo di combattere dentro di noi, altrimenti è inutile aspirare alla pace nel mondo se la guerra ce l’abbiamo dentro.

Marinella

mercoledì 17 settembre 2025

Cosa volevi diventare da piccola? Cosa farai da grande?

 



Cosa volevi diventare da piccola? Cosa farai da grande?

In entrambi i casi provavo un certo disagio quando mi si faceva questa domanda.

Da piccola avevo chiaro in mente cosa non avrei mai fatto, ma non mi sembrava di sapere chi sarei voluta diventare.

Mi piace pensare che non volevo rinchiudermi in un'unica possibilità di scelta ed avere la libertà di poter esplorare campi diversi, studiare e fare esperienze fino a trovare la "cosa giusta per me", che poi a sua volta non lo rimane per sempre... la vita mi ha mostrato come completato un ciclo, imparato le lezioni che c'era da imparare si può e si deve lasciare andare quel capitolo... non siamo fatti per vivere sempre allo stesso modo per tutta la vita.

Di sicuro però percepivo il disagio di chi ponendomi quella domanda non riceveva la risposta infiocchettata "farò l'astronauta", “diventerò dottoressa e salverò il mondo", etc etc.

"Da grande" quando mi si chiedeva di ricordare i desideri e le aspirazioni da piccola per "ritrovare la mia essenza" non ci riuscivo e mi frustrava l'idea di sentirmi ancora una volta la strana e la diversa della situazione.

Stamattina mentre leggevo l'ennesimo articolo di psicologia ho avuto un'intuizione, è riaffiorato un ricordo. Non so collocarlo con esattezza nel tempo e probabilmente è stato un pensiero che mi tornava in diversi momenti.

Studierò psicologia!

Chiaro e nitido questo ricordo mi fa pensare che già ai tempi volevo capire cosa c'era nella mia testa e soprattutto come funziona, perché non mi adattavo al mondo intorno a me e volevo capire come era fatto questo mondo soprattutto nell'ambito delle relazioni umane.

La vita mi ha portato a percorrere altre strade, ho dimenticato quell’aspirazione e mi sono goduta ogni scelta ed ogni avventura che mi ha riservato.

Oggi però mi rendo conto che anche se non sono andata all'università per scelta ed avevo dimenticato “l’indirizzo” che mi attirava da piccola, non ho mai smesso di studiare ed il desiderio di capirmi meglio per guarire le mie ferite e l'empatia verso chi mi sta intorno mi hanno spinto verso la spiritualità, fatto incontrare persone in cammino, frequentato seminari e letto tanti libri…

Cosa volevo dirti con tutto questo preambolo?

La Vita è meravigliosa e sempre ti guida dove è giusto per te andare… o se la vogliamo vedere ancora più in profondità: la vita è un percorso che ti fa tornare dentro, a chi sei veramente… ti offre le ferite ed i traumi per farti vedere dove hai bisogno di ritrovarti e ti dà gli strumenti per affrontarli e se ti apri ad essa “lavorando su di te” ed affrontando con coraggio le tue parti più buie e brutte (percepite come brutte, in realtà fanno parte del Dono che sei) ti fa ricongiungere con Chi sei veramente .

Quindi per realizzarci dobbiamo diventare tutti psicologi o studiare continuamente? Assolutamente no: ognuno ha il suo percorso, i suoi talenti e le sue caratteristiche… Si evolve quando si apre la mente, quando ci si mette in discussione, quando non ci si nasconde dietro frasi fatte “sono fatta così” o “non posso farci niente”, “ormai è tardi”, “dimmelo tu come funziona che faccio prima, non ho voglia di studiare o impegnarmi” etc….

La società ha fatto tanti danni, ha creato degli “idoli” irraggiungibili, stabilito che si può essere felici solo se si è in un certo modo, fa credere che così come si è non si va bene e ci si deve uniformare tutti ad un certo standard, creato idee deformate e deformanti… una di queste è: “fai il lavoro che ti piace e non lavorerai un giorno”…

Cosa ne deduco? Seguendo questa credenza mi devo identificare innanzitutto nel mio lavoro, per cui esisto solo in quanto faccio il lavoro che faccio e qui ci si potrebbe anche fermare perché già ci sarebbe da raschiar via questa convinzione per poter vivere felici e non morire il giorno dopo essere andati in pensione (non lo dico a caso, una mia insegnante del liceo viveva solo ed unicamente per il suo lavoro ed è morta pochi giorni dopo essere andata in pensione).

Una volta disidentificati dal proprio lavoro ci si rende facilmente conto che il lavoro è utile perché in questa società esistono i soldi e quindi posso scegliere di lavorare per pagare ciò che mi serve e fare ciò che amo nel tempo libero.

Quindi mi faccio piacere qualsiasi lavoro, tanto non cambia nulla? No, naturalmente abbiamo più facilità nello svolgere determinate mansioni e siamo più portati per determinati talenti e soprattutto se il lavoro che svolgiamo ci crea disagio e siamo in un ambiente tossico per noi è giusto trovarne un altro più consono.

Fare ciò che ci piace fare a tutti i costi va bene sempre? Dipende... Potrebbe succedere che “costringersi” nel realizzare “fai il lavoro che ti piace e non lavorerai un giorno” ci porta a snaturarci e snaturare le proprie attitudini perchè sei costretta a fare per motivi economici un qualcosa che ti facevi con gioia e passione. Mi spiego meglio: se adoro preparare le torte posso aprirmi una pasticceria, ma se poi ti chiedono di fare sempre la solita torta ed invece a te piacerebbe fare tutti i tipi di torta finiresti per snaturare la tua passione. Inoltre non posso costringere tutti a comprare le mie torte (non si può e non si deve far prevalere il profitto economico sull’etica) e potrei perdere la gioia di fare torte perché diventa una routine e non ne ricavo più la gioia di un tempo.

E’ importante quindi sempre osservarsi e capire quando è il momento di chiudere capitoli, capire che dove sono oggi è l’unico posto giusto per me e tutto ciò che mi è accaduto è stato perfetto per me, riconoscere i Doni ed essere grati per averli nella propria vita e se c’è qualcosa che non mi piace posso e devo cambiarla perché il futuro non è scritto, lo scrivo io ogni giorno.

Tutto ciò che ci troviamo a fare nella vita ha un senso, tutte le scelte che facciamo e gli errori che facciamo hanno un senso, anche le cose negative ci insegnano qualcosa (se perdo una molletta per i capelli imparerò che non solo ne posso fare a meno ma che magari mi impediva di apprezzare i capelli sciolti ;-) ).

Quando iniziamo ad osservare le sincronicità della Vita ne cogliamo l’aspetto meraviglioso e smettiamo di colpevolizzarci per gli errori del passato e smettiamo di sentirci frustrati per qualcosa che nel presente non è “perfetta” come pensiamo perché magari non faccio quel lavoro che mi ero immaginata, magari perché non posso “rinchiudere” in un’etichetta quel talento e mi serve imparare in modo diverso qualcosa di me… Stessa cosa con le relazioni… Viviamo le esperienze in Vibrazione con noi, quando cambiamo noi cambia l’esterno, le relazioni si modificano, si allontanano alcune persone, altre si avvicinano, cambio lavoro o modifico ciò che faccio, etc.

Il cambiamento parte sempre da dentro e poi si manifesta fuori…

Ci aspettiamo a volte di vedere fuori cambiamenti istantaneamente credendo di aver fatto già dentro il cambiamento, in realtà cambia il fuori quando siamo pronti, quando la nostra Vibrazione è adatta.

I cambiamenti sono graduali ed a volte ce ne accorgiamo dopo tempo perché li diamo per scontati e non ce ne accorgiamo nemmeno più… ci possiamo far caso quando magari rileggiamo qualcosa scritto anni prima o incontriamo una persona del passato che ci ricorda come eravamo all’epoca…

La parola speranza ha assunto un’accezione negativa, in realtà per come la sento io in questo momento è bellissima: mi attivo per cambiare ciò che non mi piace nella vita, non resto a guardare passivamente lamentandomi di ciò che non va, ma lo faccio con Fiducia e Fede nell’Universo ed in me, che poi è la stessa cosa perché Io sono l’Universo.

Marinella


domenica 10 agosto 2025

Il Potere della Guarigione con la Vibrazione


... Ogni emozione ha un tono se lo ascolti guarisce se lo blocchi ammala.

... L'anima guarisce quando il corpo vibra senza paura.

... Guarire non è tornare a ciò che eri, è vibrare con ciò che sei ora.

... La frequenza della gratitudine ripara ciò che la paura ha danneggiato.

...La guarigione inizia quando smetti di combattere ciò che sei.

(...)

La vera guarigione non è un traguardo, è uno stato in cui il tuo corpo, la tua anima e la tua storia possono suonare insieme senza guerra, senza maschera, senza vergogna, non sei qui per essere perfetto, sei qui per essere in risonanza e quando entri in quella vibrazione tutto si riallinea, il cuore batte con ritmo, il respiro diventa preghiera, i passi suonano come musica, la vita ti accompagna come un'orchestra invisibile che aspettava solo che tu ti accordassi. Ricorda: non devi trovare la tua voce, ce l'hai già, devi solo smettere di silenziarla, non devi essere luce, devi essere vero. La vibrazione più alta è l'autenticità, guarire non è cambiare, è tornare alla tua nota originale, quella che avevi prima che il mondo ti chiedesse di essere qualcun altro. Se hai letto fin qui forse una parte di te ha già iniziato a ricordare e se ti senti pronto non cercare altro, non aspettare il momento giusto, siediti, respira, ascolta, vibra, perché la nota che stavi cercando sei tu. Non dimenticare mai il suono che sei che ovunque tu vada.

Estratto da Il Manoscritto Proibito di Pitagora: Il Potere della Guarigione con la Vibrazione.

(…)

Capitolo 6

Ogni emozione ha un tono se lo ascolti guarisce se lo blocchi ammala.

Quando ero giovane credevo che alcune emozioni fossero negative: la rabbia, la tristezza, la paura, cercavo di controllarle, di evitarle di reprimerle, ma un giorno vidi un bambino piangere senza vergogna il suo viso vibrava, il suo petto si muoveva come un tamburo antico e poi improvvisamente rise, come se il pianto avesse solo preparato la sua anima a ricevere una nuova frequenza; lì capii che le emozioni non sono ostacoli, sono onde che passano e se le trattieni, se le interrompi, se le giudichi, diventano tossine.

La rabbia non espressa si cristallizza nel fegato, la tristezza trattenuta appesantisce, i polmoni, la paura negata contrae i reni, lo sapevamo già anche se non lo dicevamo così, ecco perché quando qualcuno arrivava con dolori persistenti non cercavo solo il punto del corpo, ma l'emozione non liberata; quando hai smesso di piangere? chiedevo, quando hai smesso di cantare? quando hai smesso di dire la verità?  … e molti cadevano in ginocchio perché quelle domande facevano vibrare corde dimenticate.

La guarigione non iniziava con un tocco ma con il permesso di sentire di nuovo, non come terapia, ma come ritorno alla propria nota originale, le emozioni non sono un errore, sono musica che cerca di essere ascoltata e ogni volta che reprimi ciò che senti abbassi la tua frequenza, non ti rendi conto ma il corpo lo sa, il corpo sempre sa e quando non lo ascolti urla, urla con stanchezza, con insonnia, con infiammazione, per questo la medicina non può essere solo fisica deve essere anche emotiva, vibrazionale, sonora.

Ho visto uomini forti guarire quando finalmente urlavano quello che avevano taciuto per anni e donne coraggiose sciogliere nodi solo permettendosi di tremare davanti a qualcuno che non le giudicava. Non si guarisce trattenendo, ma permettendo.

Ogni volta che senti un'emozione salire chiediti: "Posso sentirla senza reprimerla? Posso permetterle di passare attraverso di me senza identificarmi?”

Non devi essere travolto, devi solo ascoltare il suo tono, onorarlo e poi lasciarlo andare.

Le emozioni sono Vibrazioni in movimento se le rispetti ti accordano, se le neghi ti disarmonizzano ecco perché un pianto sincero a volte cura più di 100 preghiere dette senza sentire, perché quando il Suono dell'Anima si esprime tutto il corpo ricorda chi è e non c'è medicina più potente di questo ricordo.
(…)

Capitolo 8
L'anima guarisce quando il corpo vibra senza paura. Ho visto persone recitare centinaia di mantra, fare anni di terapia, seguire le tecniche più complesse senza guarire e poi all'improvviso in una notte qualunque lasciarsi andare a un tremito, a un respiro profondo, a una risata sincera e guarire, non perché avessero capito qualcosa, ma perché avevano smesso di controllare. Il controllo è la frequenza della paura e la paura è la nota che disconnette l'anima dal corpo, la paura non è il nemico, è un campanello, ti dice che stai cercando di forzare un ritmo che non è più tuo. Quando hai paura il corpo si contrae, la voce si spegne, il cuore accelera, non è punizione, è protezione, il corpo sta dicendo “così non posso cantare” e se invece di combattere la paura la ascoltassi? se la ringraziassi per il messaggio e poi piano tornassi al tuo centro? Non puoi guarire mentre lotti con te stesso, la guarigione arriva quando smetti di cercare di essere perfetto e inizi a vibrare nella tua verità, anche se è imperfetta, il corpo guarisce quando si sente al sicuro, l'anima torna quando smetti di mentirle, non devi essere luce per guarire, devi essere vero, le vibrazioni più alte non sono quelle pure, sono quelle autentiche, anche il dolore se è autentico ha la sua medicina, anche la rabbia se è consapevole può liberare un nodo antico. Il problema è che abbiamo imparato a fingere, fingere di star bene, fingere di sapere, fingere di essere forti, ma il corpo non finge, il corpo sa e quando la tua frequenza non corrisponde alla tua verità si ammala, smetti di chiederti cosa fare, chiediti chi stai cercando di essere e se la risposta è diversa da chi sei ora torna, torna a vibrare senza maschera, senza difesa.

Capitolo 9

Guarire non è tornare a ciò che eri, è vibrare con ciò che sei ora.

Molti cercano la guarigione come un ritorno, “voglio tornare a come mi sentivo prima, voglio ritrovare la mia energia di un tempo”, ma ciò che eri prima era un passaggio, non una destinazione.

La guarigione non è un ritorno, è una nuova armonia, una nuova nota che nasce dopo la dissonanza come una corda, che, dopo essere stata tirata troppo, trova finalmente il suo centro, non sarai mai più quello di prima e questo è il dono, perché chi eri prima aveva bisogno di ammalarsi per ricordare, ora che ricordi, puoi suonare diversamente, più lento forse, più profondo sicuramente e anche se il mondo non ti riconosce più, tu sentirai di essere finalmente in risonanza. Non inseguire chi eri, onora chi stai diventando, ogni sintomo è stata una nota fuori posto, ogni caduta un'ottava più bassa, ogni risveglio una nuova scala, se ascolti con amore tutto ciò che è accaduto ti ha portato a questo momento e da qui puoi scegliere che musica suonare, non per il mondo ma per te e se la tua melodia è vera chi deve ascoltarla arriverà, il corpo non dimentica, ma può perdonare quando smetti di obbligarlo a essere ciò che non è inizia a rilassarsi e quando si rilassa torna a vibrare.

Il segreto non è correggere, è accompagnare. Non guarirai se non accetti chi sei oggi, non guarirai se giudichi ciò che hai provato ieri, la vera guarigione non è assenza di sintomi, è presenza consapevole, è quando smetti di rincorrere la salute e inizi a vivere nella tua frequenza, qualsiasi essa sia, e da lì il corpo si accorda e l'anima canta e la vita diventa musica non teoria.

Capitolo 10

La frequenza della gratitudine ripara ciò che la paura ha danneggiato. Dove vibra la gratitudine la ferita perde potere. Molti mi chiedono: “quale tono devo usare per guarire? quale ciotola suonare? quale nota dare?” e a volte rispondo con un paradosso: il tono più alto non è sempre un suono, a volte è un sentimento sostenuto e quel tono, quella vibrazione silenziosa che trasforma di più è la gratitudine. Non parlo di dire grazie con la bocca o scrivere liste per sforzarsi di vedere il bene, parlo di una frequenza interna che si attiva quando l'anima smette di combattere e inizia ad abbracciare. Lo scoprii io stesso in un momento in cui non avevo nulla per cui essere grato, avevo perso una persona amata, il mio corpo era esausto e la mia mente vuota, eppure in quel silenzio interiore sentii una lieve vibrazione come un impulso caldo nel petto, non era pace, non era amore, era una presenza che mi diceva "Sei ancora qui" e bastò. Quella era gratitudine, non per qualcosa in particolare, ma per il semplice fatto di esistere in quel momento e da quel giorno capii qualcosa che nessuna formula mi aveva insegnato: la gratitudine non è un'emozione, è una frequenza che ripara, che pulisce, che riporta il corpo alla sua nota originale. Ho visto malati resistere a ogni trattamento finché non iniziavano a essere grati, non per la malattia, ma per ciò che stavano scoprendo attraverso di essa e qualcosa cambiò, le loro cellule smisero di difendersi, i muscoli si ammorbidirono, la loro vibrazione si alzò. La paura chiude, la gratitudine apre, non puoi tenere paura e gratitudine insieme, una annulla l'altra e quando scegli di essere grato anche per il più piccolo raggio di luce stai riordinando tutto il tuo campo vibrazionale. Una volta chiesi a un discepolo di non dire grazie con le parole, gli chiesi di dirlo col corpo. Com'è un corpo grato? Come cammina? Come respira? e mentre lo praticava qualcosa in lui iniziò a guarire, senza parole, solo con presenza. Il corpo riconosce la gratitudine come permesso di smettere di difendersi, di lasciarsi andare, di fidarsi, di rigenerarsi. Non essere grato solo quando le cose vanno bene, sii grato per l'apprendimento, per gli errori, per il dolore che ti ha insegnato il tuo vero valore e allora scoprirai che la gratitudine non è una conseguenza, è una causa. Quando sei grato la tua frequenza sale e quando sale tutto ciò che non vibra con te si dissolve. Fai della gratitudine un'abitudine vibrazionale, una postura energetica, un'offerta silenziosa all'universo, perché dove c'è gratitudine la malattia non può restare.

Capitolo 11

La guarigione inizia quando smetti di combattere ciò che sei. Non sei rotto, sei stanco di rifiutarti. Anch'io per anni volli cambiare, essere più forte, più gentile, più saggio, meno impaurito, mi guardavo come se fossi uno strumento imperfetto e ogni giorno cercavo di correggermi con disciplina, pretese e colpa, finché un giorno mi sedetti davanti a una ciotola tibetana, la colpii delicatamente e non suonava bene, provai ancora e ancora, colpi più forti, angoli diversi, nulla e poi, senza pensarci la lasciai in silenzio, non la forzai, non la corressi, aspettai, respirai con lei e dopo qualche minuto emise un suono, chiaro, rotondo, perfetto e capii: a volte lo strumento non suona male perché è rotto, ma perché stai cercando di farlo suonare come qualcosa che non è.

E’ ciò che accade con te, col tuo corpo, con la tua storia, con le tue emozioni, lotti con ciò che senti, con ciò che pensi, con ciò che non hai ancora raggiunto e quella guerra interna crea più rumore, più tensione, più malattia di qualsiasi vibrazione esterna. Nessuno guarisce dal rifiuto, tutto inizia con la riconciliazione, ho visto persone in lotta costante col loro passato, col loro corpo, con la loro sensibilità e quella lotta silenziosa finisce per esaurire il loro sistema nervoso, la loro voce, la loro schiena, i loro sogni. Non sei debole per sentire, non sei danneggiato per non adattarti, non sei perso per aver bisogno di silenzio, sei vivo e la vita è vibrazione in movimento, non una linea retta. Una volta un discepolo mi disse: "Maestro non voglio più essere come sono" e io risposi: "Allora non guarirai mai, perché il corpo rilascia il dolore solo quando sente che non sarà più attaccato."

La tua guarigione non dipende dall'essere qualcun altro, dipende dal tornare a te stesso incondizionatamente. Come parli a te stesso quando fallisci? Come respiri quando ti guardi allo specchio? Come suoni quando sei solo? Anche questo vibra, anche questo crea un campo energetico. Il tuo corpo ascolta tutto questo e non guarisce quando sei duro, ma quando sei presente, quando smetti di sforzarti e inizi a permettere, quando lasci andare l'idea di essere migliore e inizi a sentire la bellezza di essere esattamente ciò che sei perché in quel momento le tue cellule smettono di difendersi e iniziano a fidarsi, il sistema si apre, la voce torna, la pelle si illumina, non perché hai vinto, ma perché hai smesso di combattere. La vera guarigione non è un traguardo, è uno stato in cui il tuo corpo, la tua anima e la tua storia possono suonare insieme senza guerra, senza maschera, senza vergogna, non sei qui per essere perfetto, sei qui per essere in risonanza e quando entri in quella vibrazione tutto si riallinea, il cuore batte con ritmo, il respiro diventa preghiera, i passi suonano come musica, la vita ti accompagna come un'orchestra invisibile che aspettava solo che tu ti accordassi. Ricorda: non devi trovare la tua voce, ce l'hai già, devi solo smettere di silenziarla, non devi essere luce, devi essere vero. La vibrazione più alta è l'autenticità, guarire non è cambiare, è tornare alla tua nota originale, quella che avevi prima che il mondo ti chiedesse di essere qualcun altro. Se hai letto fin qui forse una parte di te ha già iniziato a ricordare e se ti senti pronto non cercare altro, non aspettare il momento giusto, siediti, respira, ascolta, vibra, perché la nota che stavi cercando sei tu. Non dimenticare mai il suono che sei che ovunque tu vada.

Testo Completo qui :
Il Manoscritto Proibito di Pitagora: 
Il Potere della Guarigione con la Vibrazione.

venerdì 27 giugno 2025

Brevi sonnellini e Gong

 


<< Albert Einstein aveva un’abitudine curiosa: faceva dei brevi sonnellini tenendo una chiave in mano.

Non è una metafora. È letterale.

Si sedeva su una poltrona, con il braccio penzolante, e teneva una chiave sospesa sopra una piastra di metallo posta a terra. Appena stava per addormentarsi, la mano si rilassava, la chiave cadeva e il rumore lo svegliava.

Perché lo faceva?

Einstein aveva scoperto —e oggi la neuro-scienza lo conferma— che il momento tra la veglia e il sonno, chiamato fase ipnagogica, è una miniera d’oro per la creatività. Il cervello inizia a generare idee brillanti, immagini vivide, connessioni imprevedibili… che però spesso dimentichiamo appena ci addormentiamo del tutto.

Einstein interrompeva apposta quel momento. Non voleva perdere quella scintilla. Gli bastavano pochi secondi di ispirazione per accendere una nuova idea.

La cosa più sorprendente? Anche artisti come Dalí e scrittori come Edison lo facevano.

Oggi, alcuni ricercatori hanno replicato questo metodo con risultati affascinanti: maggior produttività, idee più creative, sogni più vividi e una memoria più acuta.

Quindi, se un giorno vedi qualcuno appisolarsi con una chiave in mano… forse non è pazzo.

Forse è a un passo da scoprire qualcosa di geniale. >>

Dopo aver letto questo testo ho pensato immediatamente al Bagno di Gong: questa pratica oltre che promuovere Benessere e Rilassamento agisce facendo sì che la mente si faccia da parte per lasciar spazio alla Comunicazione con il Sé più profondo, tant’è vero che si possono visualizzare o percepire ricordi o ricevere messaggi o intuizioni.

Il Suono e le Vibrazioni dei Gong e delle Campane Tibetane inducono ad uno stato vibrazionale di Onde Theta: le onde del rilassamento profondo.

Solitamente in stato di dormiveglia, quello stato di cui parla l’articolo, si registrano queste onde e si distinguono dalle onde del sonno e della veglia.

In effetti diverse persone raccontano di “viaggi” e percezioni durante i Bagni di Gong ed intuizioni ed emozioni molto coinvolgenti.

Quello stato di Rilassamento Profondo permette proprio di reincontrare Sé stessi in profondità, occuparsi di qualcosa che cerca di emergere in superficie di cui si ha bisogno di liberarsi o di cui si ha bisogno per vivere al meglio la propria vita.

Durante il nostro percorso spirituale abbiamo incontrato diverse “tecniche” e “pratiche” alcune interessanti, altre meno, ma quando abbiamo incontrato i Suoni ci siamo innamorati: una Coccola delicata che senza sforzo mentale (anzi la mente viene esclusa in quei momenti) permette balzi evolutivi meravigliosi. Naturalmente non fanno tutto da soli, c’è apertura alla crescita ed impegno da parte nostra, ma il tutto diventa più leggero e facile quando il proprio percorso è accompagnato dai Suoni.